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CoVid-19: come sanificare il condominio. La normativa

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CoVid-19: come sanificare il condominio e quando è obbligatorio? A chi tocca la spesa e come ci si deve muovere? Alcuni consigli utili per capire come funziona e come sono divise le spese secondo la normativa.

CoVid-19 sanificare condominio è obbligatorio?

La risposta è: dipende da dove si trova il condominio. Infatti, ci sono Comuni che non inseriscono obblighi di sanificazione e Comuni che mettono questo obbligo, anche se non risultano casi positivi o in isolamento nel condominio. Per scoprire se il tuo Comune ha dato queste disposizioni, chiedi all’amministratore di condominio, oppure verifica di persona sul sito del Comune, alla pagina dedicata alle notizie sul CoVid-19.

Se nel condominio ci sono dipendenti, come ad esempio un portinaio, allora è obbligatorio sanificare le aree di interesse in base alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

CoVid-19: chi dispone la sanificazione?

La sanificazione viene disposta dall’amministratore di condominio, che non ha bisogno di fare un’assemblea e di metterla ai voti. Il costo viene diviso tra tutti i condomini in millesimi e rientra tra le spese straordinarie del condominio. La spesa si aggira intorno ai 200 euro una tantum, quindi l’aumento per il singolo non è tantissimo.

L’amministratore deve rivolgersi a una ditta specializzata. La lista è alla Camera di Commercio del territorio. La ditta deve assicurare al condominio tutti i documenti relativi alla sanificazione e quali prodotti chimici userà per sanificare le aree comuni.

Aree comuni del condominio: quali sono?

Quali sono le aree comuni del condominio che possono essere soggette a sanificazione?

  • I cortili;
  • I giardini;
  • Le scale;
  • I corridoi;
  • I parcheggi;
  • L’ascensore;
  • L’ufficio del portinaio;
  • Le cassette delle lettere.

CoVid-19 sanificare condominio: quando serve?

La sanificazione del condominio contro il CoVid-19 serve quando si sa che c’è un caso positivo o in isolamento. Può essere utile se c’è personale di servizio che ci lavora tutti i giorni ed è utile anche periodicamente, semplicemente per evitare il diffondersi del contagio.

La sanificazione permette di tenere tutto in ordine e di eliminare tracce presenti del virus, ma non evita che questo possa ripresentarsi di nuovo. Quindi, conviene fare una pulizia delle aree comuni anche una volta a settimana e procedere alla sanificazione se c’è l’obbligo, se ci sono disposizioni comunali o comunque ogni 3 mesi.

Per il condominio, è importante mettere a disposizione un dispenser con gel igienizzante all’interno dell’androne, da poter usare quando si arriva nel palazzo.

CoVid-19 sanificare condominio: cosa dice la normativa

A livello nazionale, è a disposizione la circolare n. 5443 del 22.02.2020 del Ministero della Salute (visionabile qui). Il Ministero fa riferimento ai condomini quando parla di pulizia degli ambienti non sanitari.

La normativa fa riferimento solo alla presenza di eventuali positivi nel condominio e non tiene conto delle disposizioni comunali che ci possono essere. Vi si legge:

A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da sars-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con detergente neutro. Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti.

Circolare n° 5443 del Ministero della Salute

Il Ministero indica anche le protezioni che gli operatori devono avere quando usano questi prodotti e spiega che, per i tessuti, è importante il lavaggio a 90 gradi.

Per i rifiuti, invece, se si pensa che siano stati a contatto con il virus, li si deve trattare come materiale infetto categoria B (UN3291). Come fare? Si mette il materiale potenzialmente infettivo in una busta di plastica leggera e questa si inserisce poi in un contenitore rigido. Il contenitore può essere chiuso con delle fascette elastiche e con l’indicazione rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivi.

Questa procedura è quella degli ambienti sanitari. Per le mascherine, basta metterle in una busta e poi inserire la stessa busta nell’indifferenziato.

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