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Sanificazione ambienti Covid: come fare?

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La sanificazione ambienti Covid segue rigidi protocolli, messi nero su bianco in un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità. Quindi, non si può fare da soli, anche se si avesse la possibilità di usare strumenti professionali. Quali sono questi protocolli e a chi rivolgersi quando si parla di sanificare gli ambienti per eliminare le tracce del virus?

Sanificazione ambienti Covid: quando serve

La sanificazione per gli ambienti contro la diffusione del virus è indicata per evitare la seconda modalità di contagio. La prima è attraverso le goccioline minuscole che si espellono durante la respirazione (da qui l’uso della mascherina). L’altra, invece, è attraverso contatto con superfici e oggetti prima toccate da una persona positiva.

A seconda delle condizioni esterne, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il Sars-CoV-2 può restare sulle superfici o sugli oggetti da 2 ore a 9 giorni. Purtroppo, però, non si può dire il tempo di sopravvivenza del virus su questi elementi, perché ci sono diversi fattori in gioco. Quali sono?

  • Tipo di vettore (come arriva il virus sulla superficie);
  • Umidità residua;
  • Temperatura;
  • Concentrazione virale iniziale;
  • Tipo di superficie;
  • Presenza o meno di materiale organico.

La sanificazione degli ambienti per contrastare il virus serve quando una persona positiva ha toccato quella superficie, oppure periodicamente, per esempio in luoghi frequentati da un gran numero di persone, come gli uffici pubblici.

Sanificazione ambienti Covid: le modalità indicate dall’ISS

In base al tipo di ambiente, l’ISS ha messo a disposizione delle indicazioni specifiche per le procedure di sanificazione. Infatti, le modalità per le sale degli ospedali non possono essere le stesse di un ambiente domestico. Quali sono queste indicazioni?

Per gli ospedali

Negli ospedali, la sanificazione serve per garantire la sicurezza di pazienti e operatori e deve essere effettuata molto spesso. Infatti, possono arrivare dei pazienti positivi. Da qui, anche il fatto di avere reparti dedicati solo ai pazienti che contraggono il virus, perché possono avere una carica virale alta.

Questa modalità può riguardare:

  • stanze dei pazienti,
  • aree di attesa,
  • sale per le procedure mediche,
  • sale di rianimazione.

Prima della pulizia, la zona viene areata per 1-3 ore. Si può usare anche un impianto di ventilazione meccanica controllata (VCM). Poi, gli operatori per la sanificazione ambienti Covid lavorano in due fasi:

  1. La prima serve a eliminare lenzuola e biancheria usate dal paziente positivo;
  2. La seconda è un’accurata procedura di pulizia e di disinfezione (non ancora di sanificazione).

In tutte queste operazioni, il personale è protetto con tute, maschere, guanti e tutto quello che serve. Dopo la pulizia con detergente neutro e utilizzo di prodotti ISO EN 14476 (disinfettanti virucidi), si passa alla sanificazione vera e propria. Infine, si usano ovunque prodotti chimici come l’alcol etilico, anche su dispositivi elettronici.

Per i luoghi e i mezzi pubblici

Questo protocollo riguarda ambienti comuni (ascensori, bagni, corridoi), luoghi e mezzi pubblici. Anche qui, la zona deve essere arieggiata per un’ora prima di mettersi al lavoro. Poi, si passa un detergente neutro e una soluzione disinfettante con ipoclorito di sodio (con lo 0,1% di cloro attivo, è indicato in confezione).

10 minuti dopo l’uso del cloro, si lava tutto con acqua pulita. Dove ci sono pulsanti e maniglie, si preferisce l’alcol etilico. Eventuale biancheria va messa in un sacco e mandata a sanificare presso aziende certificate (UNI EN 14065:2016 Tessili trattati in lavanderie). Gli articoli monouso si buttano.

Anche qui, chi si occupa della sanificazione ambienti Covid deve essere protetto con dispositivi di protezione personale.

Nei locali aperti al pubblico

I locali aperti al pubblico e le industrie, oppure tutti i locali con accesso ai dipendenti, devono essere puliti a fondo e spesso. Per farlo, il protocollo prevede l’uso di un disinfettante efficace contro virus, come le soluzioni a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% di cloro attivo.

Gli operatori devono avere guanti e mascherina durante le pulizie. Le imprese di pulizie dedicate devono dare all’azienda un certificato, che attesta l’avvenuta sanificazione.

Per le abitazioni

A casa, la sanificazione si fa quando c’è un paziente positivo, oppure quando c’è stato un parente in isolamento. Anche qui, serve far circolare l’aria per almeno un’ora. Poi, si mandano a sanificare eventuali capi di biancheria e si passa alla pulizia con detergente neutro.

Chi se ne occupa deve avere guanti, mascherina e abiti che dovrà poi buttare. Si possono usare i disinfettanti in commercio, avendo cura di usare tutto monouso. Si butterà poi tutto in un sacchetto, che si dovrà poi buttare a parte.

Si raccomanda l’uso di panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone e/o con alcol etilico al 70%. Per i bagni, si usa una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo. Per le altre superfici, la soluzione deve essere diluita allo 0,1%.

Sanificazione ambienti Covid: a chi rivolgersi

Per la sanificazione ambienti Covid, conviene rivolgersi a imprese di pulizie specializzate, che hanno già tutti gli strumenti industriali e che seguono i protocolli indicati dall’ISS.

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