Home SANIFICAZIONE Quali sono le differenze tra pulizia e sanificazione?

Quali sono le differenze tra pulizia e sanificazione?

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In quest’ultimo anno, ci sono termini che sono entrati nel nostro linguaggio quotidiano e che utilizziamo spesso senza renderci pienamente conto del loro significato. Uno di questi è la parola “sanificazione“. Capita frequentemente di chiamarla in causa pensando che si tratti di un sinonimo di “pulizia“. Bene: non è affatto vero! Nelle prossime righe, cerchiamo di capire assieme le differenze tra questi due termini.

Pulizia: di cosa si tratta di preciso?

Nel momento in cui si chiama in causa la pulizia, si inquadra un insieme di operazioni che hanno un obiettivo specifico. Quale, di preciso? Il fatto di rimuovere lo sporco visibile. Per quanto riguarda quest’ultimo, si può parlare di polvere, ma anche di tracce di grasso, di liquidi o di materiale di derivazione organica (p.e. il sangue).

Le tracce di sporco appena specificate possono essere rimosse sia manualmente, sia attraverso mezzi di natura meccanica. Chiaro è che, se la tipologia di sporco visibile lo rende necessario, si può procedere anche utilizzando dei detergenti.

Un aspetto molto importante da rammentare riguarda il fatto che, nei frangenti in cui in un ambiente è fondamentale perseguire il massimo livello di igiene, la pulizia è uno step preliminare. Alla sua esecuzione segue la sanificazione. Scopriamo, nel prossimo paragrafo, di cosa si parla quando la si chiama in causa.

Cos’è la sanificazione?

In questi ultimi 12 mesi, è impossibile non aver mai sentito parlare di sanificazione, soprattutto in rapporto all’emergenza Covid. Questa operazione, però, ha a che fare con tantissime altre situazioni oltre a quelle in cui si punta a minimizzare il rischio del contagio da SARS-CoV-2.

Quando si parla di sanificazione, si inquadra un intervento che, come specificato alla fine del paragrafo precedente, è più profondo rispetto alla pulizia. Il suo obiettivo è quello di procedere all’eliminazione di qualsiasi agente contaminante impossibile da rimuovere con le operazioni di pulizia ordinaria.

Nel momento in cui si sanifica un determinato ambiente, è cruciale ricorrere a detergenti chimici. Grazie a questi prodotti, è possibile minimizzare il più possibile il carico microbico.

Affinché la sanificazione garantisca risultati perfetti, è opportuno che questa operazione arrivi dopo una pulizia approfondita. Tornando un attimo ai suoi obiettivi, è bene specificare che, oltre all’eliminazione dei batteri e dei virus, rientra anche quella degli allergeni.

Un doveroso cenno quando si parla di questo tema deve essere dedicato alle metodologie. Ecco quali sono:

  • Ozonizzazione: in questo frangente, come dice la parola stessa, si ricorre a un gas molto utilizzato in diversi altri ambiti, tra cui la medicina. L’ozono per la sanificazione ha diversi vantaggi. Oltre all’efficacia sui microbi, è il caso di ricordare che, una volta terminate le procedure, non lascia residui (si trasforma in ossigeno). Inoltre, è perfetto per eliminare i cattivi odori ed è adatto ad ambienti frequentati da persona allergiche.
  • Ionizzazione: in questo caso, si ricorre agli ioni negativi. Questi ultimi vengono immessi a un apparecchio ad hoc e fanno in modo che le particelle allergizzanti si depositino sulle superfici non rimanendo in sospensione, con tutti i vantaggi del caso per la salubrità dell’aria. La sanificazione con ioni negativi, non a caso, è particolarmente raccomandata se gli ambienti, siano essi case o uffici, sono vissuti da persone con allergie.
  • Fotocatalisi: la sanificazione ambientale con fotocatalisi ha diversi vantaggi, il principale del quali è l’ottimizzazione dei costi (permette di eliminare, con una sola seduta, diversi agenti contaminanti). Come funziona di preciso? Per rispondere a questa domanda, è necessario ricordare che tutto si basa sulla riproduzione di una situazione specifica, ossia quella tra i raggi UV e alcune tipologie di metalli. Negli ultimi anni, per concretizzare questa tipologia di sanificazione si utilizzano le cosiddette pitture fotocatalitiche, alleate preziose soprattutto quando si tratta di eliminare agenti inquinanti come la formaldeide.

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