La sanificazione diventa un credito di imposta, che si può utilizzare ora in sede di dichiarazione dei redditi. La procedura è partita dal bonus 2021 e adesso arriva alle battute finali. Ecco chi può accedere al credito di imposta e come usufruirne.
Sanificazione, quanto si può ottenere come credito di imposta
Chi ha diritto all’agevolazione fiscale può richiedere fino al 30% delle spese sostenute per un tetto massimo di 60mila euro. Le spese devono essere state effettuate tra giugno e agosto 2021.
Puoi chiedere di detrarre le spese sui dispositivi di protezione personale. Se hai comprato delle mascherine per portare avanti la tua attività, del gel sanificante, tute, o altri strumenti di protezione per te o per i tuoi dipendenti, questa spesa è valida.
Puoi ottenere il credito di imposta anche se hai deciso di sanificare la tua attività. Se hai chiamato una ditta, potrai inserire l’importo della fattura. Altrimenti, puoi inserire quanto hai speso in sanificanti, macchine per la diffusione dell’ozono e altri strumenti di sanificazione.
Infine, se hai dovuto pagare i tamponi per te o per i tuoi dipendenti per lavorare in sicurezza, puoi inserire le spese sostenute per ottenere il riscontro del tampone. Anche i costi per i pannelli in plexiglass per garantire la sicurezza agli operatori si possono inserire per il calcolo finale.
Chi ha diritto al beneficio troverà l’opzione disponibile sul proprio cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate, come indicato nel provvedimento ufficiale.
Sanificazione: i requisiti per il credito di imposta
Purtroppo, il credito di imposta non è a disposizione per le famiglie, ma solo per le imprese o le attività. In particolare, l’Agenzia ha indicato sulla nota del provvedimento:
- attività di impresa, arti e professioni;
- enti non commerciali;
- strutture extra alberghiere a carattere non imprenditoriale.
Chi ha un negozio, un ufficio, un’associazione del Terzo settore, oppure una casa vacanze e ha proceduto alla sanificazione ha diritto a far valere il credito di imposta.
Come ottenerlo
La comunicazione per poter ottenere il credito di imposta si doveva fare (anche tramite commercialista) entro il 4 novembre 2021. Nel modello messo a disposizione dall’Agenzia, si indicavano gli importi delle spese sostenute. Ora si può solo attendere se ci sarà il rinnovo dell’iniziativa da parte del Governo.
Se hai già fatto la comunicazione ed è per te tempo di riscuotere, ecco cosa fare. Puoi chiedere di usare il credito di imposta per la prossima dichiarazione dei redditi (orientativamente a giugno 2022). Altrimenti, puoi chiedere la compensazione sulle tasse che risultano sul tuo cassetto fiscale. Per farlo, devi usare il modello F24 per via telematica e attendere il calcolo automatico effettuato dall’Agenzia delle Entrate.
E se ho superato i termini?
Per le spese sostenute per la sanificazione della tua attività, puoi richiedere al tuo commercialista o al CAF abilitato che vengano inserire come spese aziendali. D’altra parte, durante la pandemia tutti hanno dovuto sanificare periodicamente o procedere all’acquisto di mascherine per tenere in piedi la propria attività.
Anche le associazioni possono richiedere al commercialista di inserire queste spese traquelle strumentali e necessarie per poter portare avanti le diverse attività. Al momento, non si sa se l’iniziativa verrà rinnovata, ma si dovrà aspettare la prossima legge in merito.
In ogni caso, procedi a conservare ricevute e fatture relative alle tue spese di sanificazione. La pandemia non si è ancora fermata. Quando sarà il momento, si potrà usufruire di tutti i bonus messi a disposizione. Se hai effettuato queste spese nel 2021, ma non hai potuto inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, chiedi al tuo commercialista se hai la possibilità di richiedere comunque il calcolo, in modo da non perdere il beneficio.








